Le ultime manifestazioni cutanee descritte del SARS-Cov-2 (COVID-19, coronavirus) sono lo pseudo-gelone (pseudo-eritema pernio) e la livedo reticularis.
Cos’è lo pseudo-gelone o pseudo-eritema pernio?
I geloni sono lesioni infiammatorie localizzate provocate da un’esposizione continua al freddo, ma sopra il punto di congelamento. I geloni colpiscono soprattutto i bambini e gli adolescenti ai primi freddi invernali.
Loro sedi abituali sono le falangi prossimali delle dita delle mani e dei piedi, la superficie plantare delle dita dei piedi, i calcagni, il naso e le orecchie. La sintomatologia è acuta, caratterizzata dall’insorgenza di una o più lesioni eritematose ed edematose, che causano una sensazione di bruciore. Tali lesioni si infiltrano progressivamente e nel giro di alcune ore si trasformano in tumefazioni violacee lisce, pruriginose e dolenti, che possono ulcerarsi.
Vengono detti pseudo-geloni le stesse identiche manifestazioni che non sono date dal freddo, come nel caso del SARS-Cov-2. Alcuni colleghi però chiamano per maggiore chiarezza queste lesioni con il termine ischemia acrale, poiché il meccanismo per cui si formano queste lesioni cutanee è un’occlusione trombotica dei vasi terminali che porta dunque ad una ischemia (mancanza di ossigeno) dell’estremità corporee.
Cos’è la livedo reticularis?

Si tratta di alterazioni di colorito cutaneo configuranti venature che disegnano sulla cute un reticolo violaceo delimitante aree di colore normale. La livedo può essere espressione di anomalie benigne della circolazione cutanea o di malattie sistemiche gravi. La livedo reticularis è molto frequente e si localizza sulle cosce, sui glutei, sulla superficie anterolaterale di braccia e avambracci, talvolta sul viso nel bambino, ma può estendersi ai fianchi. Scatenata o aggravata dal freddo (cutis marmorata) o dall’ortostatismo, la livedo da stasi scompare (almeno nelle forme più comuni) con il calore, l’innalzamento dell’arto e la vitropressione.
Però contrariamente alle scuole anglosassoni, che riuniscono tutte le livedini sotto la definizione di “livedo reticularis”, la letteratura francofona distingue due tipi di livedo: la livedo reticularis appena descritta e quasi sempre parafisiologica e la livedo ramificata o racemosa.

La livedo racemosa è caratterizzata da maglie più grandi, irregolari, aperte, asimmetriche, e a volte non scompaiono alla vitropressione o con il riscaldamento. Questa livedo è più frequentemente associata a cause sistemiche come vasculiti, embolie e trombosi.
Ancora una volta è questa la patogenesi che accomuna le manifestazioni da infezione da SARS- CoV- 2: l’intensa risposta immunitaria dell’organismo a questo virus è la vera causa dei malesseri e delle cause di morte associate ad esso. Certo con gli antivirali si può ridurre la sua proliferazione, ma è con antinfiammatori come la colchicina e il tocilizumab che si hanno avuto i migliori risultati, e probabilmente avremo ulteriori incoraggianti risultati limitando i fenomeni tromboembolici con le nuove sperimentazioni con l’utilizzo dell’eparina.
Bibliografia:
2- DERMATOLOGIA E MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE. SAURAT JEAN-HILAIRE GROSSHANS
Verona, 19 aprile 2020
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